giovedì 12 marzo 2020

Satori Weekend, Pablo Cerini - Recensione -


SATORI WEEKEND

Pablo Cerini

Prezzo: 15,00€
Pagine: 160

Trama: “Il momento dell'illuminazione può arrivare in un weekend di agosto quando l'intero vissuto si discioglie come ice nello Sbagliato in riva al mare il fascino dei caruggi, lo stridio dei gabbiani, i Subsonica nell'auricolare e l'eco del caos festaiolo dei Navigli di Milano che evapora l'anima nell'alcol, i sogni di una promessa da rincorrere domani come un runner dentro la gabbia per cavie Leonardo e Raphael con Sara ed Elena corrono nei fumi e nei fiumi di alcol e visioni, tra Milano e il mare Ligure.

Ci sono storie che hanno bisogno di essere raccontate per essere ricordate e ci sono storie, invece, che vanno raccontate ma che poi volano come carta al vento chissà dove. Pablo Cerini racconta una storia che non si ricorda, è piacevole scoprirla nell'insieme, ma poi la dimentichi facilmente.

L'autore mostra al lettore come la maturità può coesistere insieme a quel periodo dell'adolescenza e come la stessa immaturità si trova in quello che dovrebbe essere maturo creando gli eventi in quattro storie di vita che si intrecciano tra di loro. 

Quando uno scrittore realizza questo tipo di narrativa deve far conto che un lettore, anche inconsciamente, sente l'esigenza di trovare tra le pagine un romanzo di formazione, se pur ormai nell'età adulta, dove empatizzare con i personaggi e scoprire che quell'evoluzione, quella maturità diventa anche la sua. 

Pablo Cerini ci prova, ma sembra tuttavia correre troppo velocemente verso la parola fine, senza rimanere ad ascoltare quello che il personaggio gli vuole dire. 

I personaggi se pur diversi e divisi tra maschili e femminili, non riescono ad entrare all'interno della mente del lettore, rimanendo statici in una storia che poteva forse avere di più. 

E' piacevole trovare un romanzo che parla di musica, l'ambientazione del mare ed è piacevole scoprire i piccoli dettagli che l'autore lascia qua e là per impreziosire la storia, ma come un castello di carte, tutto crolla davanti ad una trama all'apparenza troppo articolata per poi finire leggera portando il lettore alla sensazione di avere solo un pugno di sabbia tra le mani. 

I temi della maturità, dell'eterna adolescenza, delle riflessioni sulla vita sembrano diventare ridicoli davanti a personaggi che sminuiscono totalmente la storia dell'autore, gridando ancora una volta la necessità di poter avere di più.

Lo stile narrativo dell'autore rimane comunque fluido e scorrevole, ma un libro deve essere scritto per essere ricordato, non dimenticato. 

Invito l'autore a rivedere i personaggi, ad ascoltare ciò che hanno da dire e a soffermarsi davvero sul bisogno di raccontare le loro storie. I personaggi di un libro non devono essere solo di carta e inchiostro, devono apparire agli occhi del lettore come reali; il lettore ha bisogno di crescere con loro, di scoprirli, amarli e odiarli. 

2 commenti:

  1. L'autore mi aveva inviato 7 giorni, un altro suo romanzo, anni fa :) Mi ricordo con piacere il suo stile :P

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    1. Lo avevo letto anch'io, per questo ero entusiasta nel riscoprirlo, ma qui lo sviluppo dei personaggi non mi è piaciuto :( peccato.

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