Ballata dell'usignolo e del serpente, Suzanne Collins - Recensione -

venerdì 29 maggio 2020


BALLATA DELL'USIGNOLO E 

DEL

SERPENTE

Suzanne Collins

Editore: Mondadori

Trama: Il mondo di Panem sessantaquattro anni prima degli eventi che hanno visto protagonista Katniss Everdeen. Tutto ha inizio la mattina della mietitura dei Decimi Hunger Games... L'ambizione lo nutre. La competizione lo guida. Ma il potere ha un prezzo. È la mattina della mietitura che inaugura la decima edizione degli Hunger Games. A Capitol City, il diciottenne Coriolanus Snow si sta preparando con cura: è stato chiamato a partecipare ai Giochi in qualità di mentore e sa bene che questa potrebbe essere la sua unica possibilità di accedere alla gloria. La casata degli Snow, un tempo potente, sta attraversando la sua ora più buia. Il destino del buon nome degli Snow è nelle mani di Coriolanus: l'unica, esile, possibilità di riportarlo all'antico splendore risiede nella capacità del ragazzo di essere più affascinante, più persuasivo e più astuto dei suoi avversari e di condurre così il suo tributo alla vittoria. Sulla carta, però, tutto è contro di lui: non solo gli è stato assegnato il distretto più debole, il 12, ma in sorte gli è toccata la femmina della coppia di tributi. I destini dei due giovani, a questo punto, sono intrecciati in modo indissolubile. D'ora in avanti, ogni scelta di Coriolanus influenzerà inevitabilmente i possibili successi o insuccessi della ragazza. Dentro l'arena avrà luogo un duello all'ultimo sangue, ma fuori dall'arena Coriolanus inizierà a provare qualcosa per il suo tributo e sarà costretto a scegliere tra la necessità di seguire le regole e il desiderio di sopravvivere, costi quel che costi.


Credo che da come avete capito dalle mie storie instagram per me rimarrà sempre La ballata dell'usignolo e del serpente. Non riesco mai a pronunciarlo senza articolo comunque: immaginate la desolazione dell'animo, la crudeltà, le scelte violente e prese perché vanno prese, immaginate i giochi  in maniera più semplice, più leggeri ma sempre spietati; immaginate Snow e lasciate la sua perfidia. Ecco che allora davanti a voi avrete Ballata dell'usignolo e del serpente.

Suzanne Collins porta il lettore a divorare letteralmente questo libro in attesa dell'uscita del film. Porta ad evidenziare la figura del personaggio Snow e, nonostante si conoscano i suoi perfidi dettagli, ci si ritrova a tifare per lui; ad incitarlo verso una via d'uscita diversa. 

Snow è una delle voci fondamentali degli Hunger Games e questo libro racconta la sua storia in maniera non convenzionale, pronto a catturare con l'adrenalina che corre riga dopo riga.

Suzanne Collins è un'autrice che non si dimentica e per la prima volta mostra una veste di Snow inedita, mostrando all'inizio la sua versatilità per poi arrivare fino alla crudeltà e al suo essere uno dei personaggi più spietati che si siano mai inventati.

Mentre la storia si muove e le grandi domande su Snow e gli Hunger Games vengono risolte insieme a risposte che daranno al lettore quel senso di soddisfazione, ogni personaggio inserito sembra viaggiare sull'arca del protagonista, come se egli stesso divenisse il fulcro centrale della storia.

Suzanne Collins non inserisce personaggi principali e secondari, tutti viaggiano allo stesso piano e tutti rilasciano al lettore la voglia di sbarrare gli occhi e di rimanere lì a leggere ancora e ancora.

E' il lettore che diviene protagonista e a mettersi in discussione per aver scelto, nonostante tutto, di fidarsi di Snow e tifare per lui. L'esigenza di leggere il lieto fine porterà il lettore a rimanere di stucco davanti a quella crudeltà che arriva fino all'ultima riga e che ricorda come mai l'autrice viene classificata come non convenzionale, come grido di luce in una realtà buia e nascosta.

Nella ballata dell'usignolo e del serpente, si scoprono anche le origini degli Hunger Games, molto più semplici rispetto a ciò che il lettore si immagina eppure ricchi di violenza. 
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