Fuga a cinque voci, Valerio Dalla Ragione - Recensione in Anteprima -

lunedì 26 aprile 2021


Fuga a cinque voci

Valerio Dalla Ragione 


Trama: Il signor E. ha un problema: che sogna, ma non può saperlo. E quando si sveglia, continua a sognare - ma non può saperlo. Fra le mille e mille immagini scatenate dalle sue visioni notturne, comincia a delinearsi un'idea di base, un chi, e tanti perché: treni diretti al limite del mondo conosciuto, tigri dai denti a sciabola; cosa ci fa il Taj Mahal in Egitto? ...Il tempo di domandarlo, e un'altra corsa è già avviata, c'è un'altra realtà in cui precipitare, un altro sogno, quel baratro di paure e desideri che non può più scegliere di non vedere. Una menzogna, una chimera saggiamente sofisticata - o una verità nuda, semplice, incapace di essere imperfetta. Una discesa labirintica nei mondi interiori di un individuo attraverso una scrittura informale, visionaria e a tratti sregolata che rivela lo stile di un sorprendente giovane autore.


Da oggi, sia nelle migliori librerie che negli store online, è possibile trovare Fuga a cinque voci di Valerio Dalla Ragione. 

Fuga a cinque voci è il primo libro che leggo di quest'autore, nonostante ne abbia già pubblicati altri, e devo dire che inizialmente mi sono resa conto che non è un romanzo semplice da leggere, a volte a tratti confusionario e disorientante, eppure capace di diventare una piccola coccola, una coperta per avvolgersi ed evadere dalla realtà. 

Valerio dalla Ragione inizialmente sembra non curarsi del lettore, evoca soltanto le emozioni e la necessità di raccontare una storia onirica, creando e mescolando pezzi di un puzzle invisibile che sta al lettore cercare di comprendere e visualizzare nella propria mente... se poi non riesce, pazienza. 

Questa totale assenza di razionalità nello stile di scrittura, porta il lettore a immergersi completamente nella storia e, riga dopo riga, a divorarne le pagine, trascurando il resto intorno.

Sono proprio le parole, le frasi scritte dall'autore che martellano nella nostra mente con un minimalismo emozionale via via sempre più in crescendo dove, a ogni pagina, sarà capace di trasmettere emozioni sempre più forti e a giungere alla conclusione che in realtà il romanzo è molto più limpido e lucido di quanto si creda. 

Come se Valerio Dalla Ragione, con Fuga a cinque voci, volesse ricordarci di come la mente a volte può creare una realtà diversa, alienarsi dallo stesso quotidiano pur di non sentire più dolore per poi arrivare a quel momento dove le maschere di cera vengono sciolte, dove i sogni diventano porte della stessa realtà, mostrando la verità più cruda. 

Lo stile così minimale, ma intenso allo stesso tempo, spinge il lettore a cercare una spiegazione a ciò che succede ai personaggi della storia che, pagina dopo pagina, sembrano diventare il suo stesso riflesso. Nella mia esperienza di accanita lettrice, divoratrice di pagine, accumulatrice seriale di libri e come vecchia libraia, ho avuto il bisogno di collocare Fuga a cinque voci al di là di ogni genere possibile, visto come l'autore spinge il lettore all'interno di un sogno che si incastra con la realtà con così tanta naturalezza, portandolo poi a pensare di dar per scontato di conoscere già la fine, mentre in verità la conclusione arriva come un pugno dritto allo stomaco. 

Fuga a cinque voci è un viaggio emotivo difficile da accettare: a volte troppo crudo, a volte confusionario, a volte riflesso di noi stessi, ma allo stesso tempo chiaro e più lucido che mai. I personaggi di Valerio Dalla Ragione non sono poi così complessi, basta solo lasciarsi andare e smetterla di usare lo stesso copione che un lettore utilizza durante la lettura: il bisogno di analizzare, il bisogno di trovare sempre lo stesso identico personaggio. 

Fuga a cinque voci è atipico, è un taglio su una tela completamente bianca, è quel tutto in mezzo al niente. 
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