I Figli del Marchio, Federica Caglioni - Recensione -

lunedì 15 novembre 2021

I FIGLI DEL MARCHIO

- LA RIVELAZIONE - 


Federica Caglioni 

Trama: Gli Occhi di Brace distruggono ogni cosa. Lei è una Occhi di Brace. E il suo destino è distruggere il mondo. Il consiglio della nazione le ha assegnato un maestro e ora Kesey deve abbandonare l’accademia di Cedria. Ma il viaggio che l’attende è ricco di pericoli e incognite, a iniziare dalla possibilità di non trovare mai l’uomo che dovrebbe trasformare lei, una manipolatrice del Fuoco, in un maestro manipolatore. Perché Kail Valerian è un fantasma, introvabile e sfuggente. Nessuno degli allievi che gli sono stati assegnati ha mai portato a termine il proprio apprendistato. Tutti hanno fallito, tornando alla vita prima dell’accademia. Kesey non può permettere che accada anche a lei, troppe vite dipendono dall’esito della sua missione, e da sola intraprende il cammino che la porterà ad attraversare la nazione alla ricerca di Valerian. In un regno dove la percezione di Acqua, Terra, Fuoco e Aria è ciò che definisce la vita umana, gli Occhi di Brace di Kesey sono un dono raro e imprevedibile, che, insieme alle sue origini, la metteranno di fronte alla crudeltà della nazione e delle sue rigide tradizioni. Il suo passato e quello di Valerian si intrecceranno. Il loro futuro scuoterà le fondamenta del loro mondo e lo condurrà verso la propria fine.;


Ci sono libri che ricordano piccoli pezzettini della vita e, quando succede, l'unica cosa che puoi fare è rileggere il libro una volta, due, tre anche quattro fino a quando ti entra dentro e non sai più se il romanzo si basa su di te o sulla creatura di carta creata dall'autrice.

Ho avuto la fortuna di leggere questo romanzo in anteprima. Di solito, il fantasy italiano, scritto da autori emergenti, non viene apprezzato; eppure, qui c'è tutto quello che una lettura deve fare: riempire l'anima del lettore che lo legge e lo assorbe.

La scrittura di Federica Caglioni permette al lettore di immergersi completamente all'interno della storia, in un testo ricco di minuziosi dettagli dove lo stile mostra al lettore ciò che fino ad allora ha immaginato soltanto e non c'è più il libro ma un'altra dimensione dove avvolgersi completamente, dove sentirsi a casa e non voler più andar via.

I vari personaggi possono, inizialmente, sembrare soffocanti per le loro numerose caratterizzazioni ma, pagina dopo pagina, come un meraviglioso puzzle tutto si incastra alla perfezione, rischiando di vivere poi difficilmente la vita quotidiana, quella vera, fuori dalle pagine.

I Figli del Marchio, la rivelazione ci ricorda quanto tutto può cambiare da un momento all'altro, quanto il bene così effimero può scomparire piano piano, lasciando spazio a qualcos'altro. In questa storia il continuo scontro e ogni azione, non hanno nessun tipo di rallentamento ma lasciano il lettore senza fiato, continuando a leggere per arrivare soltanto alla fine.

Purtroppo, è raro trovare stili di scrittura così creativa e allo stesso tempo rimanendo coerente con ciò che la letteratura si aspetta in questo tipo di genere. Il messaggio, così nascosto, in realtà viene fuori alla luce tra le pagine ribadendo il concetto di mostrare ciò che succede e non soltanto descriverlo. 

Federica Caglioni è limpida e comprende il sacrificio di chi scrive su carta. Il lettore si immagina lì, con lei, sentendo il bisogno di averla come migliore amica e non lasciarla andare per non perdere il mondo che ha costruito.

L'ambientazione così reale, i personaggi non più di carta e inchiostro ma di carne e ossa si toccano con mano; ci si guarda allo specchio vedendo il loro riflesso, si provano le loro stesse emozioni ed è questo ciò che un libro - ribadisco - deve fare: catturare l'attenzione, lasciare che il lettore dimentichi il giorno e la notte. 

I Figli del Marchio parla al cuore diventando la nostra coperta di Linus nei momenti no, nei momenti in cui ci si ha voglia soltanto di cadere e sprofondare. 

Come lettrice, ho amato completamente il suo nonostante tutto. Nonostante qualsiasi cosa succeda, si ha bisogno di raggiungere la meta. Nonostante la vendetta, l'amarezza della sconfitta, l'abbandono e la sensazione di fragilità, non ci si abbatte ma si corre, sempre più avanti affondando il volto in quelle pagine, cercando di entrare completamente nella storia.

Un libro pieno che devasta. Una medicina naturale che scalda. 
1 commento on "I Figli del Marchio, Federica Caglioni - Recensione - "
  1. Sono dipendente dalle tue recensioni "svuota tasche"... Inizia a essere un problema 😂Non ho neanche più posto in libreria... Sotto il mio letto c'è un inferno di carta...

    RispondiElimina

Se hai letto l'articolo lascia pure un messaggio, un'impronta del tuo passaggio. Dedicami qualche minuto così da raccontarmi le tue opinioni; mi fa piacere confrontarmi e leggere i commenti di nuovi lettori. Gli estranei sono amici che non abbiamo ancora incontrato... Grazie per essere passato e Il Mondo Di Sopra esplorato.