martedì 27 febbraio 2018

Sembrava un cavallo, ma era un cielo stellato, Paola Iotti - Recensione -

Lo so che il titolo può far sorridere un po', ma pagina dopo pagina Sembrava un cavallo ma era un cielo stellato, ci lascerà una piacevole sensazione e si capirà anche il titolo che nasconde un significato profondo. 


sembrava un cavallo ma era un cielo stellato

Paola Iotti

Editore: Giovanelli Edizioni 
Prezzo: 15,00€ cartaceo 
6,99€ ebook 
Pagine: 436

Trama: La scrittura nasce da emozioni e incontri da cui sorgono sensazioni che si decide di seguire, come un sentiero nel bosco. Così sono nati questi racconti in cui ragazzi, donne e uomini vivono le proprie vite incrociandole con quelle di un cavallo e uscendone trasformati perchè si tratta di un essere magico, capace di alchimie misteriose. Laura è una ragazzina che s'imbatte in una cavalla dal mantello disegnato di stelle. Caïd è un Pony di Mogods i cui antenati hanno galoppato con Annibale, ma deve affrontare un nemico ancor più pericoloso dell'esercito romano. Daniele galoppa con Storm per allontanarsi da un evento che gli ha congelato la voglia di vivere. Irene è un avvocato che si rifugia in un casolare di campagna scoprendo realtà sconosciute, come l'agricoltura svolta secondo metodi naturali. Driss è un puledro che subisce un grave incidente pochi giorni dopo la nascita mentre Meriem e Diana sono due bambine che riescono a superare la disabilità grazie a un amico dotato di coda e criniera. Filippo incontra l'amore in sella a un destriero mentre Elisa prende in mano la propria esistenza proseguendo il sentiero di amore per la terra tracciato dai nonni. Un cavallo non è un semplice animale ma un immenso cielo stellato, capace di illuminare il buio della vita con il bagliore di emozioni intense, facendo ritrovare la strada che, a volte, si perde nell'intrico della vegetazione.

Prima di lasciarvi alla recensione del romanzo, ci tengo a sottolineare che una parte del ricavato del romanzo viene devoluto a favore dei bambini autistici per sedute di zooterapia presso il Centre Hippique Mahdia. 
Avevo già parlato, anni fa,  del modo di scrivere e della poetica di Paola Iotti per il suo libro Come l'arcobaleno tra una criniera (trovate la recensione in questo click) e ora ritrovarmi tra le mani il suo nuovo romanzo, sembra un po' ritrovarsi di fronte ad un evoluzione interiore dell'autrice, dove quasi mettendosi a nudo ci porta a conoscere una nuova lei, una nuova forma poetica più strutturata ed evocativa. 

L'anima del cavallo è libera, è un animale potente e indomabile, la sua anima è fiera e saggia, un'anima eterna che rispecchia l'esistenza intera dell'universo. Mi è capitato di trovarmi di fronte ad un branco di cavalli in piena natura ed è stata un'esperienza che mi porto dentro, racchiusa in uno scrigno. Mi sono sentita piccola e invidiosa del loro modo di essere così maestosi e forti. Paola Iotti con il suo romanzo, mi ha portato nella stessa sensazione di quel momento, come se la fierezza di quell'animale venisse trascritta con le sue parole. 

Sembrava un cavallo, ma era un cielo stellato non è un romanzo da prendere alla leggera, non è un libro per tutti perché riesce a scavarti dentro facendoti riflettere sulla vita stessa, lasciandoti quasi una sensazione di amaro e di libertà, come se ad ogni racconto la sua introduzione fosse di non lasciarsi cadere mai, ma buttarsi a capofitto nella vita.
Il romanzo si suddivide in diversi racconti dove il protagonista, l'essere umano si trova in difficoltà, al margine dell'oblio e riesce ad uscirne grazie alla natura e allo stesso animale. Nonostante i protagonisti siano tanti e non abbiano una profonda caratterizzazione, l'empatia della scrittura dell'autrice ci porta a riconoscerci in ognuno di loro, come se i loro problemi potessero riflettere i nostri, come se le soluzioni che riescono a trovare, diventassero le nostre.

Ogni racconto è minuziosamente scelto e ci culla verso la storia, dove il cavallo e la natura in generale diventano parte integrante della nostra libertà. Uno dei racconti che più mi è rimasto impresso, che si è scavato un posto nella mia pelle è La strana luce di Driss dove la conoscenza e la spiritualità si mescolano in un tributo di colori. 
Toccalo con l'anima, accarezzalo con il cuore, illumina i suoi occhi con il tuo sorriso: solo così stanchezza e fatica saranno obbligate a farsi da parte per lasciare il posto a forza e amore.
In una sorta di diario, dove la protagonista ci racconta del nuovo nato, ci porta a conoscere una sofferenza e un dolore che spesso la natura stessa sembra essere crudele. La forza che però ottiene, la determinazione e la voglia di vivere ci viene addosso come fiume in piena, cercando di tifare fino all'ultimo per quella stella nata prematura.

Il ritmo della scrittura è incalzante e poetico al tempo stesso, è un continuo crescendo che ci porta quasi a sognare quelle stelle racchiuse nella figura dell'essere. Paola Iotti scrive poesia e lo fa con una delicatezza e una forza che ci sembra di galoppare insieme a lei, verso l'orizzonte. 

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